Fattura regime forfettario: come farla, IVA, bollo ed esempio

La fattura in regime forfettario si emette senza IVA: al posto dell’imposta va indicata la dicitura che richiama il regime (articolo 1, commi da 54 a 89, della Legge n. 190/2014) e, se l’importo supera 77,47 euro, si applica l’imposta di bollo di 2 euro. Dal 1° gennaio 2024 tutti i forfettari devono emettere fattura elettronica tramite il Sistema di Interscambio (SdI), indicando il regime fiscale «RF19» e la natura «N2.2 – Non soggette, altri casi». Di seguito trovi le regole aggiornate al 2026, un esempio completo di fattura (fac simile) e gli errori più comuni.

Fattura regime forfettario: cosa deve contenere

Una fattura forfettaria contiene gli stessi dati di base di qualsiasi fattura, più alcune indicazioni specifiche del regime. Gli elementi da non dimenticare sono:

  • data di emissione e numero progressivo che identifichi la fattura in modo univoco;
  • dati di chi emette la fattura: nome e cognome (o ditta), indirizzo, partita IVA;
  • dati del cliente: nome o denominazione, indirizzo, partita IVA se è un’impresa o un professionista, codice fiscale se è un privato;
  • descrizione di beni e servizi, con quantità e prezzo;
  • imponibile e totale, senza esposizione dell’IVA;
  • la dicitura del regime forfettario, che giustifica l’assenza dell’IVA;
  • l’imposta di bollo da 2 euro, quando dovuta;
  • per i professionisti, la dicitura sulla mancata applicazione della ritenuta d’acconto e gli eventuali dati della cassa previdenziale.

La dicitura obbligatoria

Secondo la scheda dell’Agenzia delle Entrate sulla fattura elettronica per i forfettari, il forfettario deve indicare obbligatoriamente il riferimento normativo che spiega perché l’IVA non compare. La formula suggerita, da inserire nel campo «Causale», è: «Operazione effettuata in regime forfettario ai sensi dell’articolo 1, commi da 54 a 89, della Legge n. 190/2014 e successive modificazioni».

Se chi emette la fattura è un professionista, va aggiunta una seconda causale: «Operazione non soggetta a ritenuta alla fonte a titolo di acconto ai sensi dell’articolo 1, comma 67, Legge n. 190 del 2014 e successive modificazioni».

Regime forfettario e IVA in fattura

Il forfettario non addebita l’IVA ai clienti e, di conseguenza, non detrae l’IVA pagata sugli acquisti. In cambio è esonerato dalla liquidazione e dal versamento periodico dell’imposta e dalla dichiarazione IVA annuale (Agenzia delle Entrate, semplificazioni e adempimenti). Nella fattura elettronica ogni riga va compilata con aliquota IVA «0%» e natura «N2.2».

Ci sono però casi in cui l’IVA entra in gioco anche per un forfettario. Per alcuni acquisti in cui è debitore d’imposta (ad esempio con il meccanismo dell’inversione contabile) deve integrare la fattura ricevuta e versare l’IVA entro il giorno 16 del secondo mese successivo al trimestre. Inoltre, se nel corso dell’anno i ricavi superano 100.000 euro, l’IVA è dovuta a partire dall’operazione che ha determinato lo sforamento.

Regime forfettario: limite di fatturato e requisiti nel 2026

In base alla scheda ufficiale sul regime forfetario (aggiornata a luglio 2026), possono applicare il regime nel 2026 le persone fisiche che nell’anno precedente:

  • hanno conseguito ricavi o percepito compensi non superiori a 85.000 euro;
  • hanno sostenuto spese per lavoro dipendente e collaboratori non superiori a 20.000 euro lordi;
  • non hanno percepito redditi di lavoro dipendente o assimilati superiori a 30.000 euro, limite elevato a 35.000 euro per gli anni 2025 e 2026 (salvo che il rapporto di lavoro sia cessato).

Superare gli 85.000 euro non fa uscire subito dal regime: si esce dall’anno successivo. Chi invece supera i 100.000 euro esce dal regime già nell’anno in cui la soglia viene superata. Sul reddito, calcolato applicando ai ricavi il coefficiente di redditività dell’attività, si paga un’imposta sostitutiva del 15%, ridotta al 5% per i primi cinque anni di attività se si rispettano i requisiti previsti.

Fattura elettronica in regime forfettario

L’obbligo di fattura elettronica è scattato il 1° luglio 2022 per i forfettari con ricavi o compensi superiori a 25.000 euro e il 1° gennaio 2024 per tutti gli altri. Oggi quindi ogni forfettario emette e riceve fatture elettroniche per le operazioni nazionali attraverso lo SdI, e comunica le operazioni con l’estero se le effettua.

Nella fattura elettronica di un forfettario vanno compilati in particolare questi campi:

  • Regime fiscale: «RF19 – Regime forfettario (art. 1, c. 54-89, L. 190/2014)»;
  • Aliquota IVA: «0%» su ogni riga;
  • Natura: «N2.2 – Non soggette, altri casi»;
  • Causale: la dicitura del regime forfettario (e, per i professionisti, quella sulla ritenuta);
  • Dati bollo: campo «Bollo virtuale» valorizzato con «SI» quando il bollo è dovuto.

Chi non usa un software può generare la fattura dalla procedura web dell’Agenzia, nel portale «Fatture e Corrispettivi», dove è disponibile un template per forfettari con questi campi già precompilati. La fattura immediata va trasmessa allo SdI entro 12 giorni dall’effettuazione dell’operazione.

Marca da bollo sulla fattura del forfettario

Le fatture per operazioni non soggette a IVA di importo superiore a 77,47 euro scontano l’imposta di bollo di 2 euro. Sulla fattura elettronica non si applica un contrassegno fisico: si attiva il campo «Bollo virtuale». La guida dell’Agenzia sull’imposta di bollo (giugno 2026) precisa che, in questo caso, i 2 euro vanno compresi nell’importo totale del documento.

L’Agenzia mette a disposizione nel portale «Fatture e Corrispettivi» l’elenco delle fatture con bollo e calcola l’importo da versare ogni trimestre. Le scadenze di versamento sono:

TrimestreScadenza ordinariaNote
1° trimestre31 maggioSe l’importo non supera 5.000 euro, si può versare entro il 30 settembre
2° trimestre30 settembreSe il totale del 1° e 2° trimestre non supera 5.000 euro, si può versare entro il 30 novembre
3° trimestre30 novembre—
4° trimestre28 febbraio dell’anno successivo29 febbraio se l’anno è bisestile
Scadenze dell’imposta di bollo sulle fatture elettroniche (fonte: Agenzia delle Entrate, giugno 2026)

Il pagamento si fa dal portale o con modello F24 (codici tributo da 2521 a 2524, uno per trimestre). Se la scadenza cade in un giorno festivo, slitta al primo giorno lavorativo successivo.

Come fare una fattura in regime forfettario, passo dopo passo

  1. Scegli lo strumento: un software di fatturazione collegato allo SdI oppure la procedura web dell’Agenzia con il template per forfettari.
  2. Inserisci i dati del cliente: partita IVA e codice destinatario o PEC se è un’impresa; codice fiscale se è un privato.
  3. Assegna numero e data, seguendo la numerazione progressiva.
  4. Descrivi l’intervento separando materiali, manodopera ed eventuali uscite, con quantità e prezzi.
  5. Imposta IVA 0% e natura N2.2 su ogni riga, e il regime fiscale RF19.
  6. Aggiungi la dicitura del regime forfettario nella causale.
  7. Attiva il bollo virtuale se l’importo supera 77,47 euro.
  8. Invia allo SdI entro 12 giorni dall’operazione e controlla la ricevuta di consegna. Al cliente privato è utile consegnare anche una copia in PDF.

Esempio di fattura regime forfettario (fac simile)

Ecco un esempio di fattura di un elettricista forfettario verso un cliente privato. I dati identificativi sono fittizi. Puoi usarlo come fac simile o copiarlo in un modello Word, ricordando che il documento con valore fiscale è il file XML trasmesso allo SdI.

FATTURA N. 58/2026 — Data: 20/10/2026
Emittente: Marco Rossi — Impianti elettrici — Via Roma 10, 40121 Bologna — P.IVA [11 cifre] — Regime fiscale: RF19 (regime forfettario)
Cliente: Laura Bianchi — Via Verdi 5, 40125 Bologna — C.F. [codice fiscale del cliente]
DescrizioneQuantitàPrezzo unitarioImporto
Fornitura quadro elettrico (materiale)1280,00 €280,00 €
Manodopera: sostituzione quadro e collaudo4 h35,00 €140,00 €
Uscita tecnico130,00 €30,00 €
Imponibile (IVA 0% — Natura N2.2)450,00 €
Imposta di bollo (bollo virtuale: SI)2,00 €
Totale documento452,00 €
Causale: «Operazione effettuata in regime forfettario ai sensi dell’articolo 1, commi da 54 a 89, della Legge n. 190/2014 e successive modificazioni».
Pagamento: bonifico bancario entro il 19/11/2026 — IBAN: [IBAN]
Fac simile di fattura in regime forfettario — dati fittizi

Se il cliente fosse un’impresa, basterebbe sostituire il codice fiscale con partita IVA e codice destinatario (o PEC). Per un importo pari o inferiore a 77,47 euro, la riga del bollo non andrebbe inserita.

Errori comuni da evitare

  • Esporre l’IVA in fattura: il forfettario non la addebita e non può detrarla.
  • Dimenticare la dicitura del regime forfettario, che giustifica l’assenza dell’imposta.
  • Usare la natura sbagliata: per le operazioni nazionali del forfettario il codice è N2.2, non N2.1 o N4.
  • Non attivare il bollo virtuale sopra i 77,47 euro, o applicarlo su importi inferiori.
  • Dimenticare il versamento trimestrale del bollo: in caso di ritardo si pagano sanzioni e interessi.
  • Credere di uscire subito dal regime superando 85.000 euro: si esce dall’anno successivo, mentre l’uscita immediata scatta solo oltre i 100.000 euro.
  • Inviare solo un PDF: per le operazioni nazionali la fattura valida è quella elettronica trasmessa allo SdI.

Domande frequenti

Il forfettario deve emettere fattura elettronica?

Sì. Dal 1° gennaio 2024 l’obbligo riguarda tutti i forfettari, indipendentemente dai ricavi. Per chi aveva superato 25.000 euro di ricavi o compensi l’obbligo era già scattato il 1° luglio 2022.

Quando va messa la marca da bollo sulla fattura del forfettario?

Quando l’importo della fattura supera 77,47 euro. L’imposta è di 2 euro e, sulla fattura elettronica, si assolve attivando il campo «Bollo virtuale» e versando l’importo trimestrale indicato dall’Agenzia.

Il regime forfettario prevede l’IVA in fattura?

No. Il forfettario non addebita l’IVA ai clienti e non detrae quella sugli acquisti. Fa eccezione il superamento dei 100.000 euro di ricavi nell’anno: da quell’operazione l’IVA diventa dovuta.

Qual è il limite di fatturato del regime forfettario nel 2026?

Per applicare il regime nel 2026 servono ricavi o compensi non superiori a 85.000 euro nell’anno precedente. Se nell’anno si superano i 100.000 euro, il regime cessa da subito.

Entro quando va emessa la fattura?

La fattura immediata va trasmessa allo SdI entro 12 giorni dal momento in cui l’operazione è effettuata.

Posso usare un modello Word per la fattura forfettaria?

Puoi usarlo come bozza o promemoria per il cliente, ma per le operazioni nazionali il documento valido è la fattura elettronica in formato XML inviata tramite lo SdI.

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